Per CNA Costruzioni la revisione della disciplina europea sugli appalti pubblici è un passaggio importante e necessario. Servono regole più semplici, maggiore proporzionalità, qualità nelle aggiudicazioni e un accesso effettivo delle micro e piccole imprese al mercato pubblico.
Proprio per questo guardiamo con forte perplessità alla scelta della Commissione europea di ricorrere a un regolamento direttamente applicabile, in sostituzione dell’attuale sistema delle direttive.
Non è una questione meramente tecnica. Gli appalti pubblici sono strettamente intrecciati con gli ordinamenti nazionali, con l’organizzazione delle amministrazioni, con i sistemi di qualificazione delle imprese e delle stazioni appaltanti, con il subappalto, con la disciplina del lavoro e con le modalità di esecuzione dei contratti.
Per CNA Costruzioni, quindi, armonizzare non deve significare necessariamente uniformare.
Un quadro europeo comune è necessario, ma deve lasciare agli Stati membri spazi sufficienti per adattare le regole alle caratteristiche dei propri sistemi produttivi e amministrativi.
Anche il quadro italiano, naturalmente, non è privo di criticità. Il nuovo Codice dei contratti pubblici e il successivo correttivo hanno introdotto innovazioni importanti, ma restano ancora diversi aspetti da migliorare: accessibilità delle gare alle piccole imprese, dimensione dei lotti, requisiti di partecipazione, subappalto, oneri amministrativi e concreta applicazione delle regole da parte delle stazioni appaltanti.
Il punto, quindi, non è difendere l’esistente, ma evitare che una fase ancora aperta di assestamento e miglioramento venga sostituita da una nuova stagione di forte discontinuità normativa.
Un regolamento direttamente applicabile rischierebbe infatti di imporre una nuova verifica complessiva del rapporto tra disciplina europea e normativa nazionale, con possibili effetti di incertezza proprio mentre imprese e amministrazioni hanno bisogno di stabilità e regole comprensibili.
Per CNA Costruzioni la direttiva appare uno strumento più equilibrato: consente di fissare principi, obiettivi e garanzie comuni a livello europeo, mantenendo però agli Stati membri la possibilità di integrarli nei rispettivi ordinamenti.
La riforma europea deve quindi rendere il mercato pubblico più semplice, più aperto e più competitivo, non più rigido.
Questo articolo CNA Costruzioni: sulla riforma degli appalti serve equilibrio tra regole europee e ordinamenti nazionali è stato pubblicato su CNA.

