Si è svolta presso il suggestivo Chiostro di Sant’Abbondio dell’Università degli Studi dell’Insubria la prima edizione della Summer School di Diritto Alimentare, promossa dal CeDiSA (Centro di Ricerca di Diritto Alimentare e della Sicurezza Alimentare) in collaborazione con l’Università del Piemonte Orientale, l’Università dell’Insubria e CNA AgroAlimentare.
L’iniziativa ha riunito studiosi, professionisti, rappresentanti delle istituzioni, operatori del settore agroalimentare, veterinari, avvocati e imprese, offrendo un qualificato momento di confronto sui temi più attuali della sicurezza alimentare, della microbiologia degli alimenti e dell’evoluzione della normativa agroalimentare.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del professor Fabrizio Vismara, direttore del Centro di Ricerca di Diritto Doganale e del Commercio Internazionale dell’Università dell’Insubria, del dottor Mario Massaro del Ministero della Salute, del dottor Francesco Maraschi della Regione Lombardia e della presidente nazionale di CNA AgroAlimentare, Francesca Petrini. La Summer School è stata quindi presentata dal professor avvocato Vito Rubino, direttore del CeDiSA, che ha sottolineato l’importanza di creare occasioni di dialogo tra ricerca scientifica, istituzioni e sistema produttivo.
Sicurezza alimentare e rischi emergenti al centro della prima giornata
La prima giornata è stata interamente dedicata alla microbiologia degli alimenti e alle nuove sfide per la sicurezza delle filiere agroalimentari.
La lectio magistralis del professor Andrea Serraino dell’Università di Bologna ha affrontato il tema dei rischi microbiologici emergenti nella filiera alimentare, evidenziando come la crescente complessità dei mercati e l’internazionalizzazione degli scambi richiedano sistemi di controllo sempre più avanzati e integrati.
Nel corso delle successive relazioni, esperti del Ministero della Salute, del mondo accademico e degli istituti zooprofilattici hanno approfondito aspetti centrali per le imprese del settore, tra cui l’emergenza E. coli STEC, l’interpretazione dei risultati delle analisi microbiologiche, il ruolo delle autorità competenti nei procedimenti di controllo e le nuove strategie di prevenzione.
Particolare interesse ha suscitato il confronto dedicato a Listeria monocytogenes negli alimenti ready-to-eat, durante il quale sono stati esaminati i profili di rischio, la determinazione della shelf-life, l’utilizzo dei challenge test e gli obblighi normativi a carico degli operatori del settore alimentare.
La giornata si è conclusa con una tavola rotonda multidisciplinare dedicata alla costruzione della prova della contaminazione alimentare, mettendo a confronto autorità di controllo, laboratori di analisi, imprese e giuristi. Un dibattito che ha evidenziato come la sicurezza alimentare rappresenti oggi il risultato di una stretta collaborazione tra competenze scientifiche, tecniche e giuridiche.
Focus sulla riforma dei reati alimentari
La seconda giornata ha spostato l’attenzione sugli aspetti normativi e sanzionatori, con una sessione dedicata alla recente Legge 75/2026 di riforma dei reati alimentari.
Sotto la presidenza del professor Vito Rubino, accademici e professionisti del diritto hanno analizzato criticamente la nuova disciplina, interrogandosi sulla sua capacità di rispondere efficacemente alle esigenze di tutela del consumatore e di contrasto alle frodi alimentari.
La relazione introduttiva del dottor Vincenzo Pacileo ha offerto una lettura sistematica della riforma, illustrandone presupposti, finalità e principali innovazioni. I successivi interventi, tra cui quelli dell’Avv. Valeria Pullini e della Prof.ssa Maria Pia Genesin, hanno approfondito il coordinamento con la riforma Cartabia, il rapporto tra sanzioni amministrative e penali, la disciplina della tracciabilità e delle frodi alimentari, nonché il ruolo delle autorità sanitarie chiamate ad applicare il nuovo quadro normativo.
Dal dibattito è emersa l’esigenza di continuare il percorso di razionalizzazione della normativa agroalimentare, alla luce della crescente complessità delle filiere e della necessità di garantire standard elevati di qualità, trasparenza e sicurezza.
Un laboratorio di competenze per il futuro dell’agroalimentare
La Summer School si è confermata un’importante occasione di formazione specialistica e di networking per gli stakeholder del comparto agroalimentare. La presenza di relatori provenienti dalle università, dalle istituzioni sanitarie, dagli istituti di ricerca, dalla magistratura e dal mondo delle imprese ha consentito di affrontare i temi sotto prospettive diverse ma complementari.
In un contesto caratterizzato da sfide sempre più complesse, dalla gestione dei rischi microbiologici alle nuove responsabilità degli operatori, il diritto alimentare si conferma una disciplina strategica per accompagnare l’evoluzione del settore e favorire l’equilibrio tra tutela della salute pubblica, competitività delle imprese e valorizzazione delle produzioni di qualità.
La consegna degli attestati ai partecipanti ha concluso due intense giornate di studio e confronto, lasciando in eredità un patrimonio di conoscenze, relazioni professionali e spunti di riflessione destinati a contribuire allo sviluppo di una cultura della sicurezza alimentare sempre più solida e condivisa.
Questo articolo Summer School di Diritto Alimentare: a Como due giornate di alta formazione tra sicurezza alimentare e riforma dei reati agroalimentari è stato pubblicato su CNA.


