Su Le Figaro la nostra analisi sulla trasmissione d’impresa

“Ogni impresa che chiude senza essere tramandata rappresenta una perdita di competenze, di saper fare e di relazioni costruite nel tempo.” È l’allarme lanciato dal presidente nazionale della CNA, Dario Costantini, in un’intervista pubblicata dal quotidiano francese Le Figaro, dedicata al problema del ricambio generazionale nelle piccole e medie imprese italiane.

L’articolo racconta la storia di Armando, artigiano ottantenne della provincia di Viterbo, che continua a lavorare nella propria bottega di fabbro e restauratore nonostante l’età e l’assenza di un successore disposto a raccoglierne l’eredità professionale. Un caso simbolico di una criticità che coinvolge migliaia di attività in tutta Italia.

Secondo i dati richiamati dalla CNA, a settembre sono state oltre 315 mila le imprese individuali guidate da imprenditori con più di 70 anni, circa il 15% del totale. Una quota in costante aumento che evidenzia le difficoltà nel trasferire aziende, competenze e mestieri alle nuove generazioni.

“Ogni impresa che chiude senza un passaggio di testimone porta con sé un patrimonio di conoscenze, relazioni con clienti e fornitori e competenze maturate negli anni”, sottolinea Costantini. Il fenomeno riguarda in particolare i territori interni del Paese e settori come l’artigianato, il commercio e le costruzioni, dove molte attività rischiano di scomparire per mancanza di eredi o di giovani interessati a proseguirne il percorso.

Tra le cause principali vi sono il calo demografico, l’invecchiamento della popolazione e l’attrattività crescente di percorsi professionali diversi da quelli artigiani. Negli ultimi vent’anni, evidenzia la CNA, le nascite in Italia si sono ridotte sensibilmente e il numero di giovani potenzialmente interessati a intraprendere attività d’impresa continua a diminuire.

Per il presidente della CNA è necessario intervenire con misure che favoriscano l’avvicinamento dei giovani ai mestieri artigiani e sostengano i processi di successione aziendale. “Oggi non mancano tanto i posti di lavoro quanto le competenze. Le imprese faticano a trovare giovani preparati e motivati a imparare professioni che garantiscono occupazione e prospettive concrete”, osserva Costantini.

Il rischio, conclude il presidente della CNA, è la perdita di un patrimonio economico, culturale e professionale che rappresenta uno degli elementi distintivi del tessuto produttivo italiano. Per questo la trasmissione d’impresa e del sapere artigiano deve diventare una priorità per garantire continuità e futuro alle piccole imprese del Paese

https://www.lefigaro.fr/conjoncture/il-nous-manque-une-matiere-premiere-capitale-les-jeunes-en-italie-ces-dirigeants-de-pme-qui-peinent-a-transmettre-leur-activite-20261006.

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