CNA Professioni accoglie con favore le modifiche introdotte nel corso dell’esame del Disegno di Legge n. 1663 sulla riforma degli ordinamenti professionali, in particolare gli interventi che rafforzano il principio secondo cui tutte le attività non espressamente riservate dalla legge restano liberamente esercitabili dai professionisti.
Si tratta di un chiarimento importante per l’intero sistema delle professioni, che contribuisce a evitare interpretazioni estensive delle riserve di attività e a preservare gli spazi operativi delle professioni non organizzate in ordini o collegi, disciplinate dalla Legge 4/2013.
Particolarmente significativo è anche il richiamo al principio del test di proporzionalità previsto dalla normativa europea, che impone una valutazione preventiva dell’effettiva necessità e adeguatezza di ogni nuova limitazione all’accesso o all’esercizio delle professioni. Un presidio fondamentale a tutela della concorrenza, dell’innovazione e della libertà di iniziativa economica.
CNA Professioni ritiene che il percorso di riforma debba valorizzare la pluralità delle competenze professionali presenti nel mercato, garantendo certezza del diritto, tutela degli utenti e pari dignità a tutte le attività professionali legittimamente esercitate. In un contesto economico e produttivo sempre più complesso, le professioni non ordinistiche rappresentano una componente essenziale del sistema dei servizi avanzati alle imprese e ai cittadini e meritano di essere riconosciute e valorizzate all’interno di un quadro normativo moderno, equilibrato e inclusivo.
Sarà ora fondamentale prestare la massima attenzione alla fase attuativa della delega, affinché i principi approvati dal Parlamento trovino piena e coerente applicazione nei decreti legislativi, evitando il rischio di restringere impropriamente gli ambiti di attività professionale e garantendo il rispetto dei principi di proporzionalità, libera concorrenza e libertà professionale.
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