“La mancanza di ricambio generazionale è preoccupante perché perdiamo competenze”. Sintetizza così, Riccardo Breda, vicepresidente nazionale di CNA, intervenendo nella puntata del 23 settembre di “Economia & Territori“, dedicata al futuro delle imprese familiari e alla sfida del passaggio generazionale.
Nel corso della trasmissione, Breda ha richiamato l’attenzione sul rischio che molte attività storiche scompaiano senza trovare qualcuno in grado di raccoglierne l’eredità. “A fronte della chiusura di un’impresa storica magari c’è una nuova apertura, ma che non ha le stesse competenze dell’impresa che ormai è radicata sul territorio. Questa mancanza di ricambio generazionale è preoccupante perché perdiamo competenze e, guardando al futuro, questa è sicuramente una grande difficoltà”.
Partendo dai dati dell’indagine CNA sul passaggio generazionale, che evidenzia l’aumento degli imprenditori over 70 e la riduzione dei giovani disponibili a subentrare, il vicepresidente di CNA ha sottolineato come sia necessario ampliare il concetto stesso di successione aziendale: “Se i figli oggi non sono più disposti a prendere in mano l’azienda di famiglia, bisogna guardare ai propri collaboratori, cercare di investire su di loro e aiutarli a prendere consapevolezza che il proprio futuro potrebbe essere quello dell’imprenditore.”
Secondo Breda, il passaggio generazionale non deve essere affrontato quando l’imprenditore è ormai vicino al ritiro, ma programmato con largo anticipo. “Come associazione stiamo cercando di raccontare queste storie per far capire all’imprenditore che già intorno ai 50 anni deve guardare qual è il futuro della propria azienda”. Un percorso che, a suo avviso, consente di costruire gradualmente competenze, responsabilità e visione imprenditoriale nelle nuove generazioni.
Nel suo intervento, Breda ha evidenziato anche il valore che i giovani possono portare all’interno delle aziende: “molto spesso il passaggio generazionale non porta difficoltà all’impresa. I giovani hanno un livello di istruzione più elevato rispetto a chi ha fondato l’azienda, investono in nuove tecnologie e in innovazione. La grande trasformazione digitale che stiamo vivendo può aiutare i processi di lavoro tradizionali e i giovani spesso sanno gestirla meglio.”
Per il vicepresidente di CNA, tuttavia, innovazione e tradizione devono procedere insieme, lasciando ai nostri giovani i giusti spazi e costruire un percorso condiviso tra il titolare e chi prenderà in mano l’attività, mettendo insieme il saper fare dell’imprenditore e le nuove competenze Un affiancamento che permette di preservare il patrimonio di conoscenze artigianali e professionali costruito negli anni.”
In chiusura, Breda ha ribadito il ruolo centrale delle piccole e medie imprese nell’economia italiana e la necessità di trasmettere ai giovani la cultura d’impresa: “Bisogna tornare a vedere nel lavoro una possibilità di crescita personale. Fare impresa è bello, si può fare impresa anche in Italia e si possono ottenere grandi soddisfazioni con il proprio saper fare”.
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