L’odontotecnica italiana rappresenta una delle espressioni più qualificate del Made in Italy manifatturiero e artigiano. Un settore nel quale la qualità nasce dall’incontro tra competenze professionali, capacità manuale, personalizzazione del prodotto e innovazione tecnologica.
Oggi questo patrimonio si rafforza grazie alla digitalizzazione dei processi, alla progettazione CAD-CAM e alle tecnologie additive, che si integrano sempre più nei laboratori odontotecnici senza alterarne l’identità più profonda: quella del dispositivo medico su misura, realizzato attraverso l’incontro tra competenze tecniche, innovazione e lavoro artigiano.
Questi i temi al centro dell’iniziativa promossa da CNA SNO Odontotecnici, dedicata alla presentazione dell’indagine nazionale “Dentro l’Innovazione. Tecnologie additive e stampa 3D nel settore odontotecnico” e dell’analisi economica del comparto elaborata sulla base dei dati degli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA).
L’iniziativa ha visto la collaborazione di Or.Tec – Tecnici Ortodontisti Italiani, Federodontotecnica, Osservatorio Biomedicale Veneto e del Laboratorio di Disegno e Metodi dell’Ingegneria Industriale dell’Università di Padova, che hanno contribuito alla realizzazione di un importante lavoro di analisi sulle trasformazioni economiche, organizzative e tecnologiche della professione.
Ad aprire i lavori sono stati Guido Politi, Presidente CNA SNO Odontotecnici, Marco Pardini, Presidente Or.Tec, Gabriele Barbarossa, Presidente Federodontotecnica, e Sandro Storelli dell’Osservatorio Biomedicale Veneto, che hanno evidenziato come il futuro della professione risieda nella capacità di integrare innovazione, organizzazione, formazione continua e valorizzazione del dispositivo medico su misura.
L’introduzione è stata affidata a Cristiano Tomei, Responsabile CNA SNO Odontotecnici, che ha illustrato le dinamiche economiche del comparto, mentre Elisa Vargiu, del Laboratorio di Disegno e Metodi dell’Ingegneria Industriale dell’Università di Padova, ha presentato i risultati dell’indagine nazionale dedicata alle tecnologie additive e alla stampa 3D.
Un settore che cambia: più investimenti e maggiore specializzazione
L’analisi economica consente di osservare l’evoluzione economica, produttiva e reddituale delle imprese odontotecniche italiane nel periodo compreso tra il 2019 e il 2024.
I dati evidenziano una profonda trasformazione strutturale del comparto. Le imprese sono passate da 8.890 nel 2019 a 7.142 nel 2024, con una riduzione complessiva del 19,7%. Un dato che non rappresenta una semplice conseguenza della pandemia, ma il risultato di un processo di consolidamento caratterizzato da maggiore concentrazione produttiva, crescita delle soglie economiche e tecnologiche e progressiva selezione competitiva.
Il settore ha superato lo shock pandemico attraverso un nuovo equilibrio, più selettivo, più tecnologico e maggiormente orientato agli investimenti.
Infatti sul piano economico i dati mostrano segnali positivi: i ricavi medi delle imprese oltre i 30 mila euro passano da 100,6 a 130,6 (+30%), mentre il valore complessivo del settore cresce del 20%, passando da 121 a 145,4.
Contestualmente aumenta il valore aggiunto medio, che passa da 57 a 74,8 (+31%), raggiungendo quota 100,5 nelle imprese con i migliori livelli di affidabilità fiscale e gestionale.
Anche la redditività evidenzia un miglioramento significativo: il reddito medio cresce da 30,7 a 40,3 (+31%), arrivando fino a 60,4 nelle imprese con livelli di affidabilità più elevati, contro circa 32,6 nelle imprese con livelli inferiori.
L’innovazione premia chi investe
L’analisi conferma una correlazione diretta tra investimenti e performance economiche.
Le imprese più dinamiche investono prevalentemente in:
• tecnologie CAD-CAM; stampa 3D e tecnologie additive e sottrattive; scanner desktop; software di progettazione; automazione dei processi; formazione e aggiornamento professionale, reti d’impresa.
I dati mostrano che le aziende che hanno investito nella trasformazione digitale registrano i migliori risultati economici, con incrementi di ricavi, produttività, valore aggiunto e redditività superiori alla media del settore.
Accanto agli indicatori positivi emergono tuttavia alcune criticità.
Le imprese con ricavi inferiori a 30 mila euro registrano una contrazione dei ricavi, passati da 18,4 a 16,9, e dei redditi, da 10,4 a 9,4. A incidere sono soprattutto l’aumento dei costi produttivi, gli investimenti tecnologici sempre più onerosi e la difficoltà di accesso a competenze specialistiche.
La sfida consiste nel sostenere la transizione digitale delle micro e piccole imprese artigiane, evitando che l’innovazione diventi un fattore di esclusione e garantendo a tutto il comparto pari opportunità di sviluppo.
La stampa 3D è ormai parte integrante del laboratorio odontotecnico
L’indagine “Dentro l’Innovazione”, realizzata da CNA SNO Odontotecnici, dal Laboratorio di Disegno e Metodi dell’Ingegneria Industriale dell’Università di Padova, con il supporto dell’Osservatorio Biomedicale Veneto e la collaborazione di Or.Tec e Federodontotecnica, ha coinvolto 84 operatori, dei quali il 97,6% appartiene al settore dentale, confermando l’elevata rappresentatività del comparto odontotecnico.
Il 77,1% degli intervistati ha seguito una formazione specifica sulla stampa 3D e la maggior parte degli operatori possiede un’esperienza compresa tra 5 e 20 anni nell’utilizzo delle tecnologie additive.
Particolarmente significativo il dato relativo all’utilizzo: il 59% degli operatori utilizza la stampa 3D molto spesso e il 27,7% frequentemente, a conferma di una tecnologia ormai stabilmente integrata nei processi produttivi dei laboratori odontotecnici italiani.
Il valore della tecnologia è nella personalizzazione
Dall’indagine emerge che i principali benefici percepiti riguardano principalmente la capacità di offrire prodotti più personalizzati, tempi di risposta più rapidi e standard qualitativi più elevati.
Le applicazioni maggiormente diffuse riguardano:
• modelli di supporto alle attività cliniche e di laboratorio (80,3%); pianificazione e training (38,2%); protesi, ortesi e ausili esterni (26,3%); dispositivi impiantabili e guide chirurgiche.
La tecnologia più utilizzata è la DLP (65,8%), seguita dalla stereolitografia SLA (28,9%). I materiali più diffusi sono i fotopolimeri, utilizzati dal 79,5% dei partecipanti.
L’artigianalità resta il vero valore aggiunto
Uno dei messaggi più importanti emersi dall’ indagine è che la tecnologia non sostituisce il professionista e non sostituisce il lavoro manuale dell’odontotecnico.
Dietro ogni scansione digitale, ogni progettazione CAD e ogni stampa tridimensionale restano determinanti la competenza tecnica, la conoscenza dei materiali, la capacità di personalizzazione e il controllo qualitativo esercitato dall’odontotecnico.
Le stesse evidenze dell’indagine mostrano come la produzione richieda un elevato coinvolgimento professionale nelle fasi di progettazione, preparazione dei materiali, stampa e verifica finale del dispositivo.
In questo senso la digitalizzazione rappresenta un’evoluzione del saper fare artigiano. Le mani dell’odontotecnico continuano a essere al centro del processo produttivo, affiancate oggi da software, scanner, workflow digitali e tecnologie additive che ne amplificano precisione ed efficacia.
Una filiera unita per il futuro dell’odontotecnica
Le evidenze emerse dall’analisi economica e dall’indagine “Dentro l’Innovazione. Tecnologie additive e stampa 3D nel settore odontotecnico”, presentate da Cristiano Tomei ed Elisa Vargiu, convergono in una stessa direzione: il futuro dell’odontotecnica italiana passa dall’integrazione tra innovazione digitale, qualità e capacità artigiana, organizzazione, ricerca e competenze professionali.
Determinante il ruolo dell’Osservatorio Biomedicale Veneto, che ha contribuito all’analisi delle dinamiche di innovazione e trasformazione del comparto, e del Laboratorio di Disegno e Metodi dell’Ingegneria Industriale dell’Università di Padova, che ha curato l’impostazione metodologica e scientifica dell’indagine nazionale, fornendo un contributo fondamentale alla conoscenza dell’evoluzione tecnologica della professione e dell’utilizzo delle tecnologie additive nei laboratori odontotecnici italiani.
Di particolare rilievo anche il contributo di Or.Tec – Tecnici Ortodontisti Italiani e Federodontotecnica, che hanno sostenuto attivamente il progetto e favorito il coinvolgimento delle diverse componenti della categoria, contribuendo alla diffusione dell’indagine, alla partecipazione degli operatori e al confronto sulle prospettive di sviluppo della professione.
Un lavoro corale che conferma la capacità di CNA SNO Odontotecnici di promuovere ricerca, approfondimento, rappresentanza e innovazione a supporto dell’evoluzione della professione e dell’intera filiera del dispositivo medico su misura.
Un ringraziamento va a tutto il sistema regionale e territoriale di CNA SNO Odontotecnici per il contributo alla diffusione dell’iniziativa e al coinvolgimento delle imprese. Un particolare riconoscimento a CNA SNO Odontotecnici Veneto, il cui impegno organizzativo è stato determinante per la riuscita del progetto “Dentro l’Innovazione”.
L’odontotecnica italiana conferma così il proprio ruolo di eccellenza del Made in Italy: un settore nel quale artigianato, saper fare artigiano, innovazione, ricerca e tecnologie digitali non si contrappongono, ma si rafforzano reciprocamente per realizzare dispositivi medici sempre più personalizzati, sicuri e di qualità. È nell’incontro tra mani, competenze, artigianato e tecnologia, tra tradizione manifatturiera e innovazione digitale, che si costruisce il futuro dei laboratori odontotecnici italiani e il loro ruolo centrale nella filiera del dispositivo medico su misura.
CNA SNO Odontotecnici rinnova l’appuntamento alla prossima indagine.
Questo articolo Odontotecnica italiana: innovazione e stampa 3D valorizzano l’artigianato. I dati confermano l’evoluzione del settore è stato pubblicato su CNA.

