Ex Ilva, rischio collasso dell’indotto

Senza interventi immediati e un piano industriale credibile, la crisi dell’ex Ilva rischia di provocare il collasso dell’intera filiera produttiva, con conseguenze irreversibili per l’economia e l’occupazione del territorio. È l’allarme lanciato da CNA, Confartigianato e Casartigiani nell’audizione davanti alle Commissioni Industria e Lavoro del Senato nell’ambito dell’esame del decreto-legge sull’ex Ilva.

Le Confederazioni, pur apprezzando l’attenzione del Governo, ritengono insufficienti le misure previste per garantire la sopravvivenza delle imprese dell’indotto, già duramente colpite dalla mancanza di commesse.

La prima richiesta è rivedere la soglia del 50% di fatturato verso il committente per accedere all’integrazione del reddito, che rischia di escludere numerose imprese danneggiate dalla crisi. Servono inoltre garanzie pubbliche rafforzate, anticipazione dei crediti, moratorie bancarie e contributi ponte per assicurare la continuità aziendale.

Sul fronte industriale, le Confederazioni chiedono di accelerare la decarbonizzazione salvaguardando la capacità produttiva e l’occupazione, a partire dal rilancio dell’area a freddo, anche attraverso il temporaneo approvvigionamento di semilavorati dall’estero. Necessario inoltre estendere ai lavoratori dell’indotto le opportunità di ricollocazione e rafforzare le tutele per autonomi e titolari di microimprese.

CNA, Confartigianato e Casartigiani propongono un Accordo di Programma unico per Taranto al 2035, con risorse pluriennali certe, tempi definiti e obiettivi verificabili, che integri riconversione industriale, bonifiche, infrastrutture e diversificazione economica.

“Il futuro di Taranto non può dipendere da una successione di interventi emergenziali. Serve una strategia che tenga insieme salute, ambiente, lavoro e continuità produttiva. Senza le piccole imprese dell’indotto, il rilancio industriale rischia di rimanere soltanto sulla carta”, sottolineano le tre Confederazioni, chiedendo una governance unitaria con il pieno coinvolgimento delle rappresentanze delle micro e piccole imprese.

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