«Le imprese del territorio conoscono i luoghi nei quali intervengono, ci vivono e rispondono del proprio lavoro davanti alla comunità. Ci mettono la faccia e questa responsabilità continua anche dopo la chiusura del cantiere». È uno dei messaggi portati da Riccardo Roccati, presidente nazionale di CNA Costruzioni, al convegno “Montagna in prima linea”, che si è svolto a Poppi, in provincia di Arezzo, il 30 ottobre.
Intervenendo nella sessione conclusiva dedicata alle responsabilità condivise, Roccati ha sottolineato quanto osservato durante la visita sul territorio del giorno precedente: una collaborazione concreta tra amministrazioni, tecnici e imprese, capace di affrontare insieme le difficoltà e individuare soluzioni per la sicurezza dei luoghi e la tutela dell’ambiente.
L’esperienza di Poppi rappresenta un esempio da replicare nei territori di tutto il Paese: mettere in relazione istituzioni, competenze tecniche e imprese locali, condividere i problemi e assumersi responsabilità precise nella loro soluzione. Un metodo da adattare alle caratteristiche dei diversi luoghi, rendendo questa collaborazione una pratica continuativa nella cura del territorio.
Al centro dell’intervento, la necessità di rendere la manutenzione del territorio un’attività ordinaria, sostenuta da programmazione pluriennale, risorse continuative e responsabilità chiare. Un impegno che assume particolare significato a pochi giorni da quel 4 novembre che, sessant’anni fa, segnò profondamente Firenze e la Toscana, e che oggi richiama tutti alla responsabilità di una prevenzione continua di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici.
Roccati ha ricordato il percorso nazionale avviato nel novembre 2025 da CNA Costruzioni insieme alla Confederazione, con un confronto aperto alle istituzioni e alla politica. «Dalla logica dell’emergenza alla cultura della prevenzione» esprime una responsabilità concreta: mettere a disposizione competenze, risorse e capacità operative per proteggere famiglie e imprese.
Le criticità individuate allora — frammentazione delle competenze, difficoltà di coordinamento, carenze progettuali e debolezza delle strutture tecniche dei piccoli enti — hanno trovato riscontro nella relazione della Corte dei conti del luglio 2026, approfondita nel dossier di CNA Costruzioni insieme alle programmazioni regionali.
«Chiediamo risorse e dobbiamo continuare a farlo, perché la prevenzione ha bisogno di continuità finanziaria. Ma dobbiamo riconoscere che, in alcuni casi, le risorse ci sono e facciamo fatica a spenderle», ha osservato Roccati. Occorre quindi seguire l’intero percorso degli investimenti, dalla progettazione alla realizzazione, fino alla manutenzione delle opere, rafforzando il coordinamento e il sostegno tecnico e amministrativo agli enti locali.
Positiva la valutazione sull’attenzione dedicata alla prevenzione e all’adattamento climatico nei programmi regionali finanziati dai fondi europei. Una direzione da consolidare, verificando che le risorse si traducano in interventi e opportunità concretamente accessibili.
Anche le imprese sono chiamate a investire. Roccati ha sottolineato la necessità di ampliare la platea degli operatori qualificati attraverso formazione, competenze specialistiche, attrezzature e organizzazione. Una programmazione pubblica stabile può incoraggiare questi percorsi e favorire l’ingresso di nuove professionalità.
CNA Costruzioni intende accompagnare le imprese nella conoscenza dei programmi, nei percorsi di qualificazione e nelle forme di collaborazione e aggregazione. A questo impegno devono corrispondere affidamenti proporzionati, requisiti coerenti con i lavori, lotti funzionali quando appropriati e pagamenti puntuali.
«Mettere le imprese nelle condizioni di contribuire alla cura dei luoghi nei quali lavorano e vivono significa investire nella sicurezza e nel futuro delle nostre comunità», ha concluso Roccati.






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