In uno scenario internazionale caratterizzato da consumi in rallentamento, tensioni commerciali e crescenti sfide economiche e ambientali, i Vignaioli Indipendenti confermano la capacità di generare valore attraverso un modello produttivo fondato sul legame con il territorio, sull’autenticità delle produzioni e sulla relazione diretta con il consumatore.
È quanto emerge dall’indagine “Vignaioli al centro: il motore di vendita diretta ed enoturismo e la sfida del valore nella ristorazione”, realizzata da Nomisma Wine Monitor in collaborazione con FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti e presentata a Roma nel corso dell’evento “Vino & Futuro. I Vignaioli Indipendenti tra identità e nuovi scenari”, al quale ha partecipato Rosario Ferreri, Presidente Nazionale CNA Produttori bevande.
Lo studio evidenzia come le aziende associate a FIVI rappresentino un modello produttivo fortemente radicato nei territori: aziende a conduzione familiare che coltivano in media quasi 11 ettari di vigneto, collocati per l’85% in aree collinari e montane, producono per l’85% vini a denominazione e utilizzano varietà autoctone nel 78% dei casi. Un patrimonio che contribuisce alla tutela del paesaggio, della biodiversità e delle identità vitivinicole italiane.
Vendita diretta ed enoturismo trainano la crescita
Dalla ricerca emerge con chiarezza il ruolo sempre più centrale della relazione diretta con il consumatore. Oltre nove aziende FIVI su dieci praticano la vendita diretta in cantina, un canale che genera mediamente il 20% del fatturato aziendale e che negli ultimi tre anni è cresciuto per quasi la metà dei produttori.
Accanto alla vendita diretta, si consolida il peso dell’enoturismo, che contribuisce mediamente per il 14% ai ricavi delle aziende coinvolte e che ha registrato una crescita del fatturato per il 56% dei vignaioli negli ultimi due o tre anni.
Anche il canale Horeca continua a rivestire un ruolo strategico, rappresentando mediamente il 47% del fatturato delle imprese che vi operano.
«Fare vino artigianale non significa improvvisazione o nostalgia, ma responsabilità imprenditoriale, investimenti e visione di lungo periodo», ha dichiarato Rita Babini, Presidente nazionale FIVI. «Oggi viviamo una fase di profondi cambiamenti geopolitici, economici ed ecologici. In questo contesto, il presidio quotidiano dei Vignaioli sul territorio rappresenta il confine che distingue un prodotto della terra da una semplice merce. Dietro ogni bottiglia c’è un ecosistema agricolo vivo, autentico e trasparente».
La Presidente ha inoltre richiamato l’attenzione sul peso della burocrazia che grava sulle piccole aziende vitivinicole, sottolineando la necessità di regole più proporzionate e adeguate alla dimensione delle imprese.
Il riconoscimento del mercato
L’indagine condotta tra ristoratori ed enotecari conferma la forza percepita del modello dei Vignaioli Indipendenti. Il 91% degli operatori ritiene che questi vini esprimano concretamente i valori di autenticità e territorialità dichiarati, mentre l’84% li considera chiaramente distinti rispetto alle produzioni industriali.
“Il convegno di oggi ben sottolinea come in un mercato che continua a registrare una contrazione delle vendite, le piccole realtà vitivinicole presenti su tutto il territorio nazionale confermano una sostanziale tenuta, rafforzando il loro ruolo economico e culturale all’interno del comparto vitivinicolo nazionale. Qualità, autenticità, valorizzazione delle varietà autoctone, tutela del paesaggio e rapporto diretto con il consumatore rappresentano i pilastri di un sistema imprenditoriale che continua a generare valore economico, sociale e culturale per i territori, contribuendo a rafforzare la competitività e la sostenibilità del vino italiano”, il commento di Rosario Ferreri, Presidente Nazionale CNA Produttori bevande.
Questo articolo Vignaioli Indipendenti: territorio, autenticità e rapporto diretto con il consumatore sono le chiavi per affrontare le nuove sfide del mercato è stato pubblicato su CNA.
