La transizione ecologica della nautica passa dalla trasformazione dei cantieri e dalla formazione delle persone che vi lavorano. È il messaggio portato da CNA Nautica al convegno del 6 ottobre al Salone Nautico di Genova, dedicato all’economia circolare e alla sostenibilità del settore nell’ambito del progetto europeo EXTRAVERT. Per CNA Nautica sono intervenuti la Presidente nazionale, Federica Maggiani, e il referente nazionale, Alessandro Battaglia.
Maggiani ha sottolineato la necessità di coinvolgere l’intera filiera nel percorso di cambiamento, riconoscendo il contributo delle imprese artigiane e delle piccole realtà specializzate. Dietro ogni imbarcazione operano infatti produttori di componenti, impiantisti, imprese degli allestimenti, della manutenzione e del refitting, le cui competenze rappresentano una parte essenziale della qualità della nautica italiana.
La sostenibilità riguarda tutte le fasi della vita dell’imbarcazione: progettazione, scelta dei materiali, costruzione, utilizzo, riparazione e recupero a fine vita. Accanto all’evoluzione delle motorizzazioni, occorre quindi intervenire sui consumi di energia e acqua, sulla gestione degli scarti e sulle emissioni delle lavorazioni, migliorando anche la sicurezza e le condizioni di lavoro nei cantieri.
Dai sette focus group realizzati da CNA con gli imprenditori della filiera emerge una disponibilità a investire e innovare, accompagnata dalla richiesta di regole chiare, strumenti di sostegno accessibili e tempi realistici di adeguamento. Per Maggiani, la transizione deve tenere conto delle diverse dimensioni e specializzazioni delle imprese, favorendo la collaborazione tra committenti e fornitori ed evitando adempimenti duplicati o costi sproporzionati per le realtà più piccole.
Battaglia ha approfondito il rapporto tra competitività e sostenibilità, partendo dalla struttura di una filiera più ampia di quanto mostrino le classificazioni statistiche tradizionali. La presenza italiana sui mercati internazionali si fonda anche sul lavoro di numerose imprese specializzate, che devono poter partecipare alle opportunità dell’innovazione.
Tra gli ambiti di trasformazione illustrati, la progettazione di imbarcazioni più efficienti, riparabili e aggiornabili, il recupero dei materiali e il refitting, che può prolungare la vita delle unità e valorizzare il lavoro qualificato. La digitalizzazione può accompagnare questi processi, aiutando le imprese a misurare i consumi, individuare gli sprechi e verificare i risultati degli investimenti.
Un ruolo centrale spetta alla formazione. Nuovi materiali, impianti e strumenti digitali richiedono competenze aggiornate, da costruire valorizzando anche l’esperienza già presente nei cantieri. I percorsi devono essere vicini alle lavorazioni reali, accessibili a chi è già occupato e capaci di offrire ai giovani occasioni concrete di ingresso nel settore.
Il progetto EXTRAVERT rappresenta, in questo quadro, un’opportunità per collegare formazione e bisogni delle imprese. CNA Nautica ha ribadito il proprio impegno a mettere in relazione filiera produttiva, istituzioni e ricerca, affinché la transizione ecologica si traduca in processi migliori, lavoro qualificato e nuove possibilità di sviluppo anche per le piccole imprese.
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