Osservatorio per la Parità di Genere – CNA Impresa Donna ai Tavoli tecnici

In vista della predisposizione del nuovo Piano Strategico nazionale per la parità di genere, sono stati organizzati una serie di incontri di tavoli tematici, definiti sulla base delle priorità strategiche (Lavoro, Reddito, Competenze, Tempo, Potere), al fine sia del monitoraggio per l’attuazione della Strategia in essere, sia per la formulazione di proposte in vista del nuovo Piano strategico.

CNA Impresa Donna ha partecipato, lunedì 8 giugno, al primo incontro dei tavoli tematici promossi dall’Osservatorio per la Parità di Genere del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

L’incontro, dedicato al tema del “Lavoro“, rappresenta l’avvio di un percorso di confronto che accompagnerà nei prossimi mesi la definizione del nuovo Piano Strategico Nazionale per la Parità di Genere, previsto dalla Legge 234/2021.

L’obiettivo del percorso è duplice: da un lato monitorare lo stato di attuazione della Strategia nazionale attualmente in vigore, dall’altro raccogliere contributi e proposte per la costruzione del nuovo Piano Strategico che entrerà in vigore a partire dal 2027.

Nel corso della riunione è stato avviato un primo confronto sui risultati raggiunti negli ultimi anni in materia di occupazione femminile, partecipazione al mercato del lavoro e strumenti di sostegno all’imprenditoria femminile, individuando al contempo le principali criticità ancora presenti e le aree sulle quali sarà necessario intervenire con maggiore incisività.

Lo scorso 16 giugno, si è svolta la riunione dedicata alla priorità strategica “Reddito”, nell’ambito del percorso di definizione del nuovo Piano Strategico Nazionale per la Parità di Genere.

Al centro del confronto il tema dell’autonomia economica delle donne quale condizione fondamentale per una piena partecipazione alla vita economica e sociale del Paese. Sono stati analizzati i principali fattori che ancora alimentano le disuguaglianze di reddito: il basso tasso di occupazione femminile, la maggiore incidenza del lavoro part-time involontario, la segregazione occupazionale e gli effetti di lungo periodo sulle pensioni e sulla sicurezza economica delle donne.

Particolare attenzione è stata dedicata agli strumenti di trasparenza retributiva, alla Certificazione della Parità di Genere e all’attuazione delle recenti disposizioni europee in materia di parità salariale.

Il 22 giugno si è partecipato, invece, al tavolo tecnico dedicato al tema delle “Competenze”. Le competenze sono identificate come il presupposto fondamentale per garantire l’accesso al lavoro, l’autonomia economica e la piena partecipazione ai processi decisionali. Nonostante le donne presentino tassi di istruzione superiori agli uomini (oltre una donna su quattro possiede un titolo terziario rispetto a meno di un uomo su quattro), persiste una marcata segregazione formativa e professionale.

I punti salienti includono:

•La necessità di contrastare gli stereotipi di genere sin dai primi cicli educativi.

•L’urgenza di promuovere la partecipazione femminile nelle discipline STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics), in particolare nell’area ICT, dove la presenza femminile è inferiore al 16%.

•Il ruolo critico della transizione digitale e dell’intelligenza artificiale (IA) nel prevenire la riproduzione di bias e discriminazioni.

•L’importanza dell’orientamento formativo e della formazione continua (lifelong learning) per le lavoratrici e per categorie fragili come le casalinghe e le vittime di violenza.

Il dibattito sulla proposta di rendere obbligatoria l’educazione al rispetto e alla parità di genere all’interno dei programmi scolastici.

•L’educazione economica e finanziaria: È considerata cruciale per far sì che le ragazze diventino donne indipendenti e non si trovino “a becco asciutto” in caso di difficoltà della vita, prevenendo così la dipendenza economica.

•Competenze comunicative per la contrattazione: La formazione deve insegnare alle donne a comunicare efficacemente per saper contrattare e difendere il proprio salario nel momento in cui entrano in una nuova professione.

•Alfabetizzazione digitale: È ritenuta ormai una base imprescindibile per qualsiasi ambito lavorativo.

Martedì 7 luglio il Tavolo tecnico dedicato all’asse “Potere”, durante il quale si è sviscerato il tema della rappresentanza, della leadership e della partecipazione delle donne ai processi decisionali politici ed economici italiani.

L’analisi evidenzia un’Italia a due velocità: se da un lato l’applicazione di misure coercitive (Legge Golfo-Mosca) ha permesso di superare la soglia del 40% di presenza femminile nei Consigli di Amministrazione (CdA) delle società quotate, dall’altro la rappresentanza politica e i ruoli decisionali effettivi (Amministratori Delegati, posizioni apicali) mostrano ritardi significativi.

Il dibattito ha evidenziato la necessità di interpretare il termine “potere” in un’accezione ampia e sistemica, superando la mera occupazione di posizioni apicali, che tenga insieme rappresentanza, partecipazione e leadership.

•           Partecipazione e Rappresentanza: Il potere deve essere inteso come partecipazione piena ai processi decisionali che incidono sulla vita dei cittadini, sul funzionamento delle istituzioni e sullo sviluppo economico.

•           Leadership Strutturale: L’obiettivo non è solo l’accesso temporaneo ai ruoli di comando, ma un consolidamento stabile e strutturale della presenza femminile in tutti gli ambiti della vita sociale e politica.

•           Sguardo Differenziato: La partecipazione femminile è vista come un elemento essenziale per l’efficacia delle istituzioni e la qualità della democrazia, portando una prospettiva diversa nelle scelte strategiche.

La legge Golfo-Mosca (normativa sulle quote di genere) viene unanimemente considerata nei tavoli dell’Osservatorio come una “svolta rivoluzionaria” e l’unico vero esempio in Italia di azione positiva con obbligo di risultato (pari opportunità di risultato e non solo di partenza).

Mentre in altri settori i progressi procedono a rilento, l’applicazione di questa legge ha permesso al Paese di compiere un salto di qualità straordinario sul piano del potere economico.

La partecipazione di CNA Impresa Donna a questo percorso conferma l’impegno dell’Associazione nel rappresentare le esigenze delle imprenditrici e delle lavoratrici autonome, portando ai tavoli istituzionali il punto di vista delle micro e piccole imprese e contribuendo alla definizione di politiche sempre più efficaci per favorire l’occupazione femminile, la crescita dell’imprenditoria delle donne e una piena parità di opportunità.

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