Il sistema della ricettività alberghiera ed extralberghiera ha recuperato i livelli pre‑pandemia e mostra segnali di consolidamento, ma emerge con forza una crescente polarizzazione tra imprese. È quanto evidenzia CNA Turismo e Commercio sulla base dell’analisi dei dati ISA – Indici Sintetici di Affidabilità (DG44U) relativi al periodo 2019‑2024.
Recupero e consolidamento dopo la crisi Covid
Nel 2024 il settore registra valori superiori a quelli del 2019, anno di riferimento pre‑Covid. I ricavi medi superano i 500 mila euro, mentre il reddito medio si attesta a 56,9 mila euro, in aumento di circa il 17% rispetto al periodo pre‑pandemico. Cresce anche il numero delle imprese attive, segnale di una ripresa ormai consolidata.
Dati che confermano la capacità del comparto turistico di reagire alla crisi più grave degli ultimi decenni e di ritrovare una dinamica di sviluppo, sostenuta soprattutto dal ritorno dei flussi internazionali.
Lo shock pandemico e la risposta del sistema
Tra il 2020 e il 2021 il settore ha attraversato una fase di fortissima contrazione: crollo della domanda estera, blocco dei viaggi organizzati e diffusi risultati economici negativi, con redditi medi sotto lo zero e una riduzione significativa degli operatori attivi.
La tenuta complessiva è stata resa possibile dagli interventi pubblici e dalla capacità di adattamento delle imprese, che hanno saputo riposizionarsi sul turismo domestico e di prossimità.
Una ripresa che cambia il volto del settore
La ripartenza avviata nel 2022 e rafforzata nel biennio successivo ha però modificato profondamente la struttura del comparto. A crescere maggiormente sono le imprese più strutturate e competitive, mentre le realtà di piccole dimensioni evidenziano maggiori difficoltà legate ai costi, agli investimenti e alla capacità organizzativa.
Un settore sempre più polarizzato
Dall’analisi CNA emergono tre principali segmenti:
imprese ad alta redditività, fortemente presenti sui mercati internazionali;
imprese intermedie, penalizzate dalla crescita dei costi operativi;
imprese fragili, con ridotta capacità di investimento e a rischio uscita dal mercato.
Si consolida così un dualismo competitivo tra un nucleo di imprese strutturate e un tessuto diffuso di micro e piccole realtà, che rappresentano comunque l’ossatura del sistema turistico.
Sostenibilità ancora poco diffusa
Un ulteriore elemento di criticità riguarda la transizione ecologica. Le certificazioni ambientali risultano ancora poco diffuse, in particolare tra le piccole imprese, a causa della complessità degli adempimenti e dei costi.
Un limite che rischia di penalizzare la competitività, soprattutto nei confronti della domanda internazionale sempre più orientata verso standard di sostenibilità.
Il nodo del lavoro
Resta centrale anche il tema del lavoro. Il settore continua a registrare una forte difficoltà nel reperimento di personale, determinata da fattori strutturali come la stagionalità, le condizioni contrattuali e il cambiamento delle aspettative dei lavoratori.
La carenza di manodopera incide direttamente sulla capacità operativa delle strutture e sulla qualità dei servizi offerti.
Le priorità strategiche
Per rafforzare il settore e ridurre le disuguaglianze emergono alcune direttrici prioritarie:
sostenere le aggregazioni tra imprese;
incentivare la transizione digitale ed ecologica;
riformare il lavoro turistico;
investire sulle competenze.
Tra le figure professionali emergenti si segnalano il digital revenue manager, gli esperti di marketing territoriale e i sustainability manager.
Il ruolo trainante del turismo internazionale
La crescita del biennio più recente è sostenuta anche dal forte ritorno dei flussi internazionali, in particolare da Stati Uniti ed Europa, che confermano l’attrattività dell’Italia e alimentano i ricavi, soprattutto per le strutture più organizzate e orientate ai segmenti di qualità.
Una ripresa da rendere più equilibrata
La sfida ora è trasformare la ripresa in sviluppo equilibrato. Le micro e piccole imprese rappresentano oltre il 90% del tessuto imprenditoriale europeo e costituiscono un elemento essenziale dell’offerta turistica italiana.
Ridurre il dualismo competitivo significa accompagnarle in un percorso di rafforzamento, senza snaturarne identità e autonomia. Non è la dimensione il fattore decisivo, ma la possibilità di strutturarsi, innovare e collaborare.
Solo così sarà possibile costruire un sistema turistico più inclusivo, competitivo e sostenibile nel lungo periodo.
Questo articolo Turismo,ricettività oltre i livelli pre‑Covid. Ora consolidare la crescita e ridurre i divari tra imprese è stato pubblicato su CNA.
