Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA)

L’approvazione del nuovo quadro normativo europeo sulle Nuove Tecniche Genomiche (NGT), in Italia chiamate Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), apre un grande dibattito per il futuro dell’agricoltura europea e italiana. Proprio per questo riteniamo necessario affrontare il tema con il massimo rigore scientifico, trasparenza e prudenza.

Pur comprendendo l’intento che ha portato le Istituzioni europee a favorire strumenti che promettono di aumentare la resilienza delle colture ai cambiamenti climatici e alle fitopatie, CNA Agricoltori ritiene che permangano numerosi aspetti irrisolti che meritavano ulteriori approfondimenti prima dell’approvazione della norma. In particolare, occorre fugare ogni dubbio circa la reale differenza tra alcune applicazioni delle NGT e gli organismi geneticamente modificati tradizionalmente intesi.

La distinzione tra NGT-1, NGT-2 e OGM non può essere affidata esclusivamente a definizioni normative o a valutazioni di carattere procedurale. È necessario garantire che vi sia piena evidenza scientifica, accessibile, verificabile e condivisa, sugli effetti a medio e lungo termine di queste tecnologie, sia sul piano ambientale sia su quello economico e produttivo.

Le imprese agricole chiedono chiarezza. Chiedono di sapere quali saranno le conseguenze sulla biodiversità, sulla conservazione delle varietà locali, sulla coesistenza tra diversi modelli produttivi e sulla libertà di scelta degli agricoltori e dei consumatori. Chiedono inoltre garanzie sulla tracciabilità e sulla corretta informazione lungo tutta la filiera, e garanzie su eventuali ipotesi di contaminazione delle varietà colturali.

“Per queste ragioni CNA Agricoltori auspica che, prima della piena applicazione delle nuove norme, si promuova un confronto più ampio con il mondo della ricerca indipendente e il mondo produttivo, affinché ogni decisione sia supportata da dati scientifici solidi e da una valutazione approfondita dei possibili impatti”, dichiara Francesco Annino, presidente Cna Agricoltori. 

L’innovazione è uno strumento fondamentale per affrontare le sfide dell’agricoltura contemporanea, ma non può prescindere dal principio di precauzione, dalla tutela delle produzioni di qualità e dalla salvaguardia della fiducia dei cittadini. Su un tema così delicato è indispensabile procedere senza semplificazioni e senza forzature, assicurando che non si apra la strada, sotto nuove definizioni, a forme di modificazione genetica che il mondo agricolo e i consumatori non hanno ancora avuto modo di valutare compiutamente.

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