A quasi dieci anni dagli eventi sismici che hanno colpito il Centro Italia, il Consiglio dei Ministri ha approvato un pacchetto di misure che ridefinisce il quadro della ricostruzione, segnando il passaggio dalla fase emergenziale a quella della programmazione di lungo periodo.
Tra i principali provvedimenti figurano la cessazione dello stato di emergenza nazionale e l’avvio dello stato della ricostruzione, la proroga per tre anni della Struttura commissariale con competenze rafforzate, l’individuazione del cosiddetto “Primo Cratere” nei comuni di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto e nuove iniziative dedicate alla promozione della ricostruzione e all’impiego degli esperti catastrofali.
Secondo il Commissario straordinario Castelli, la ricostruzione non può limitarsi al recupero degli edifici danneggiati, ma deve creare le condizioni per contrastare lo spopolamento e favorire nuove opportunità di sviluppo.
Per questo il nuovo quadro normativo destina il 4% delle risorse disponibili a interventi di sviluppo socioeconomico, quota che sale al 5% nei comuni del “Primo Cratere”.
Le risorse saranno destinate a sostenere imprese, servizi, occupazione, innovazione e qualità della vita.
Con le misure approvate dal Consiglio dei Ministri prende così forma una nuova fase della ricostruzione del Centro Italia, orientata a superare definitivamente la gestione emergenziale e a promuovere uno sviluppo duraturo dei territori colpiti dal sisma.
Questo articolo Ricostruzione sisma 2016, stop allo stato di emergenza: avvio di una nuova fase è stato pubblicato su CNA.

