Pianificate le strategie per mettere in rete il turismo esperienziale, la CNA incontrerà il Governo Conte per normare il profilo imprenditoriale

“Adesso bisogna attribuire, a chi opera nell’esperienziale, un profilo imprenditoriale all’interno del Testo Unico della normativa statale”. Il Coordinatore Nazionale di Cna Turismo e Commercio, Cristiano Tomei, si è fatto carico di questa specifica richiesta che è emersa, in modo deciso e unanime, durante il Forum “I Cammini Esperienziali in Sicilia”, organizzato a Enna dalla Confederazione regionale. “La CNA – ha assicurato Tomei – raccoglie, dal proficuo dibattito della giornata, questo elemento fondamentale che, una volta condiviso e strutturato a livello centrale, diventerà una delle richieste verso l’Esecutivo di Governo, verso il Ministero che tratta questo tipo di turismo,  divenuto ormai una forte e grande novità in ambito nazionale ed internazionale. Il nostro impegno in questa direzione sarà massimo – ha aggiunto Tomei  – affinché, oltre alla rappresentanza, si entri negli aspetti normativi, nei profili legislativi e si possa anche ambire al riconoscimento di carattere socio –economico”. E da Roma è arrivato pure il presidente di Cna Turismo e Commercio, Luca Tonini, il quale ha apertamente elogiato il modello siciliano, evidenziando poi i successi raggiunti e i prossimi obiettivi nel mirino dalla Governance nazionale. Entrambi hanno offerto il loro contributo anche nel corso della mattinata, caratterizzata dall’apertura di tre Tavoli tematici, a cui hanno preso parte i parlamentari Giarrizzo, Cafeo e Trentacoste, diversi amministratori locali,  funzionari regionali, rappresentanti dei gal, docenti universitari, istituti di credito, enti e associazioni. Ma sopratutto c’erano parecchi operatori che, a vario titolo, si occupano di interpretare il valore del territorio: archeologi, antropologi, progettisti, guide e operatori turistici e dell’agroalimentare: tutti coordinati dai dirigenti della CNA siciliana con il prezioso apporto organizzativo di quella territoriale di Enna, presieduta da Filippo Scivoli, il quale ha portato il saluto di benvenuto.

Un Tavolo, guidato dal presidente di Unifidi Imprese Sicilia, Giampaolo Miceli, ha affrontato il tema legato agli investimenti. E’ stata rilevata la necessità di fare sistema tra operatori finanziari,  della programmazione, forze economiche e amministrazioni pubbliche.  Un altro Tavolo, coordinato dal segretario di CNA Catania, Andrea Milazzo, ha stretto l’obiettivo sull’esigenza di mettere in rete le imprese e il valore del territorio. Il terzo, ed ultimo, Tavolo si è occupato dei servizi e del rapporto tra pubblico e privato, coordinato dal segretario di CNA Ragusa, Giovanni Brancati.

La sintesi illustrata nella sessione pubblica pomeridiana, moderata da Giuseppe Patti, elaborata sulla base degli elementi trattati, ha detto: “che il turismo relazionale, anche se non suffragato da dati scientifici, rappresenta, secondo diversi indicatori, uno dei settori in netta crescita”. Ma ha detto pure “che è privo di una rete stabile di operatori, necessita di formazione ed è sprovvisto di una precisa mappatura dei servizi, oltre che scarsamente sostenuto dai poteri decisionali della politica-istituzionale”.

“Stiamo facendo un lavoro importante, i cui effetti, se riusciremo nell’intento, saranno ad appannaggio anche delle nuove generazioni”: sono le parole pronunciate nella sua introduzione dal presidente di CNA Turismo e Commercio Sicilia, Francesco Di Natale. Un concetto ripreso dai vertici regionali della Confederazione: il presidente Nello Battiato e il segretario Piero Giglione non hanno nascosto la soddisfazione per l’altissima qualità degli interventi, confluiti  nei Tavoli di confronto, e che aumentano – hanno osservato ancora – la responsabilità del ruolo di coordinamento che CNA è chiamata a svolgere rispetto a questo nuovo percorso, avviato a febbraio e scandito già dai primi significativi risultati”. Stefano Rizzo, segretario regionale del comparto e anche direttore della CNA di Enna, ha evidenziato  come “le politiche del turismo che ignorano il fenomeno, che sta interpretando la domanda di milioni di turisti, sia un atto delittuoso per il futuro della Sicilia”, mentre il responsabile regionale del Turismo Esperienziale della CNA, Pierfilippo Spoto, ha suggellato la ricca e fruttuosa giornata con una interessante proposta. Ha suggerito “una sorta di missione all’estero con dei road show per andare ad illustrare il format a gruppi di tour operator del posto, oppure ospitarli per 3 o 4 giorni  in Sicilia per spiegare dal vivo cosa facciamo”.

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