Nautica, a Porto Santo Stefano presentato il nono rapporto CNA

In uno scenario di crescita molto contenuta per l’economia italiana, il settore della nautica da diporto mostra una capacità di aumento superiore alla media nazionale. È uno dei molti elementi emersi durante il Forum economia del mare, promosso da CNA Grosseto, insieme a CNA Toscana e CNA Nautica a Porto Santo Stefano.

Un momento di confronto e approfondimento che ha riunito istituzioni, rappresentanti del sistema associativo, esperti e operatori del settore per analizzare l’andamento della nautica italiana e le prospettive di sviluppo di una filiera strategica per il territorio e per l’intero Paese e che è stato l’occasione anche per un importante annuncio: l’assessore regionale all’Economia e al Turismo ha sottolineato l’intento della Regione di avviare un confronto per una legge sulla blue economy.

“La nautica da diporto è, più che un settore, una vera e propria filiera – afferma Saverio Banini, presidente di CNA Grosseto – fatta da tante professionalità diverse che, spesso, sono artigiani e piccoli imprenditori. Una realtà strategica per la nostra regione e la provincia di Grosseto in particolare, sulla quale vogliamo continuare a puntare. Anche per questo, l’incontro organizzato a Porto Santo Stefano, il terzo di una serie di appuntamenti ormai annuali che promuoviamo sulla nautica, è stato molto importante: perché ha permesso un confronto diretto tra i vari attori in gioco, che ringrazio per il loro contributo”.

“La filiera della nautica genera valore, innovazione, occupazione qualificata e opportunità per i giovani, coinvolgendo territori costieri e aree interne in un sistema economico che deve essere sempre più integrato – dichiara il presidente di CNA Toscana Luca Tonini – Per questo riteniamo necessario un maggiore riconoscimento istituzionale del comparto attraverso una legge regionale dedicata alla nautica e all’economia del mare. Uno strumento capace di sostenere lo sviluppo delle imprese, rafforzare la formazione delle competenze, favorire gli investimenti e valorizzare l’intera filiera produttiva e dei servizi”.

“Dobbiamo pensare – ricorda Federica Maggiani, presidente nazionale di CNA Nautica – che dietro al varo di ogni imbarcazione c’è una rete di migliaia di piccole e medie imprese altamente specializzate, che vanno dalla meccanica alla componentistica, dall’arredo degli interni ai servizi di manutenzione, al refitting, alla portualità e molti altri. Ecco questa è la nautica che rappresenta CNA che è meno appariscente sicuramente dal punto di vista mediatico, ma che è essenziale per la competitività del Paese”.

Al centro dell’evento di Porto Santo Stefano i dati del nono rapporto sulla nautica elaborato da CNA nazionale e illustrato da Antonio Murzi dell’Area Studi e Ricerche CNA, e Fabio Piacenti di Eures, che ha permesso di avere una fotografia della situazione, ma anche le prospettive per il futuro e che è stato frutto di una serie di incontri sui territori, tra cui quello di Marina di Grosseto.

Dai dati presentati, le esportazioni della filiera nautica nel 2025 sono aumentate del 2,6% rispetto all’anno precedente, mentre il fatturato del comparto nel 2024 ha registrato una crescita del 18,7% rispetto al 2023, confermando il ruolo trainante del settore e la sua straordinaria competitività sui mercati internazionali. A fare da traino sono il segmento delle imbarcazioni di lunghezza superiore ai 12 metri (sono quasi l’8,1% delle vendite), mentre si è registrata una flessione per le imbarcazioni più piccole. Tuttavia, a livello mondiale, resta un forte apprezzamento per la nautica italiana, che fonde artigianalità, innovazione e qualità e che la rende leader tra i paesi europei.  Il settore nautico, nelle costruzioni da diporto e sportive e nel settore della riparazione e manutenzione di imbarcazioni, nel 2023 contava, oltre 4mila imprese in Italia, che davano lavoro a circa 17mila addetti e generavano un fatturato di 2,4 miliardi di euro. Ma a questo va aggiunto il contributo delle micro e piccole imprese del settore: le realtà con meno di 50 addetti sono infatti il 98,2% della base produttiva complessiva della nautica da diporto, occupano il 62,8% della forza lavoro totale, realizzano il 29,9% del fatturato e concorrono alla creazione del 35,8% del valore aggiunto dell’intero comparto.

“Per questo, durante il forum – sottolinea Banini – è emersa la necessità di considerare anche tutta la tipologia di imprese, dell’artigianato e dei servizi che, ad oggi, non hanno il riconoscimento del codice Ateco di operatori della nautica. Si tratta di una battaglia che CNA sta portando avanti da anni e che ancora è in attesa di una soluzione, ma che comporterebbe una differenza di approccio che è cruciale per il nostro territorio, dove si concentrano competenze professionali e imprese specializzate”.

Il Forum è stato anche l’occasione per annunciare un progetto ambizioso: CNA Grosseto e Fondazione Isyl di Viareggio stanno lavorando per proporre nel Grossetano i numerosi corsi specializzati, organizzati dalla Fondazione, che ogni anno forma addetti. Un corso Its in Yachting Service realizzato in provincia di Grosseto valorizza un territorio con una forte vocazione nautica e turistica, formando tecnici specializzati per i porti turistici, i cantieri e, in particolare, per i servizi dedicati ai grandi yacht (accoglienza, assistenza tecnica, logistica e gestione). In questo modo rafforza la competitività del territorio, favorisce l’occupazione qualificata e sostiene lo sviluppo di un comparto ad alto valore aggiunto, con ricadute positive sull’economia e sul turismo della costa maremmana.

Hanno partecipato alla giornata di approfondimento il sindaco di Monte Argentario Arturo Cerulli, l’assessore regionale al Turismo e all’Economia Leonardo Marras, la senatrice Simona Petrucci; Luca Tonini, presidente di CNA Toscana, Federica Maggiani, presidente nazionale di CNA Nautica, Alessandro Battaglia, coordinatore nazionale di CNA Nautica e moderatore della mattinata di lavori, Antonio Murzi, dell’Area Studi e Ricerche CNA; Riccardo Breda, presidente della Cciaa della Maremma e del Tirreno, Maria Rinaldi, presidente dello Yacht Club Santo Stefano,  l’ammiraglio Giovanni Canu, comandante della Capitaneria di Porto di Livorno e direttore marittimo della Toscana, Fabio Piacenti di Eures, Antonio Bufalari avvocato esperto di diritto marittimo, Pietro Angelini, direttore di Navigo, Luciano Serra, presidente di Assonat.

La giornata si è conclusa con un momento particolarmente apprezzato dai partecipanti: la visita alla nave scuola Palinuro, ormeggiata nel porto di Porto Santo Stefano in occasione della Sailing Week, che ha offerto agli ospiti l’opportunità di conoscere da vicino uno dei simboli della tradizione e della formazione marinara italiana.

Questo articolo Nautica, a Porto Santo Stefano presentato il nono rapporto CNA è stato pubblicato su CNA.

Potrebbe interessarti