Manovra: per CNA Sicilia passi avanti su crediti e stipendi, ma sostegni agli investimenti fuori portata per le piccole imprese

L’approvazione della legge di bilancio nazionale ha introdotto alcune proposte sollecitate da CNA. Tra queste, la proroga al 2024 della defiscalizzazione degli incrementi salariali da contratti e la rimozione dei vincoli all’impiego dei crediti di imposta. CNA Sicilia valuta positivamente questi interventi, insieme allo stanziamento di fondi per la chiusura della precedente Transizione 5.0. Tuttavia, è necessario un immediato intervento chiarificatore in sede normativa, per assicurare che tutte le aziende che hanno regolarmente presentato domanda possano fruire delle agevolazioni secondo le condizioni originarie.

CNA Sicilia esprime forti perplessità sul disegno delle misure per gli investimenti, che non sembrano concepiti per la dimensione delle micro e piccole imprese. La sostituzione del credito d’imposta con il super e iper ammortamento rischia di lasciare indietro circa il 40% dei possibili beneficiari in Sicilia. Ancora più grave: la soglia minima di 200.000 euro per accedere agli incentivi della Zes Unica esclude quasi la totalità – il 97% – delle piccole imprese del Sud, con ripercussioni particolarmente dure per il sistema produttivo regionale.

Permane, infine, una netta contrarietà per la mancata introduzione di strumenti di contenimento dei costi dell’energia, una criticità avvertita in modo acuto dalle imprese siciliane, già penalizzate dai maggiori oneri connessi all’insularità. Grave e controproducente, per un’economia che si muove soprattutto su gomma, è poi la prevista crescita delle accise sul gasolio.

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