Costantini a Tgcom24: “Caro energia, rischio stangata da 30 miliardi”

“Calcoliamo che se non cambia la situazione, alla fine dell’anno potremo avere un totale di aumenti vicino ai 30 miliardi di euro. Un’altra finanziaria occulta per il Paese”.

Con queste parole, intervenendo a Tgcom24, il presidente Dario Costantini ha lanciato l’allarme sugli effetti del caro energia su famiglie e imprese italiane, aggravati dalle tensioni internazionali e dal conflitto in Iran.

Secondo le stime della nostra indagine, dall’inizio del conflitto il sistema economico italiano ha sostenuto un aggravio di circa 16,5 miliardi di euro tra rincari di carburanti, energia elettrica e gas. Solo nel mese di settembre, l’aumento dei costi energetici è stato quantificato in quasi 5 miliardi di euro.

“Le piccole imprese sono in affanno”, ha spiegato Costantini, evidenziando le difficoltà che stanno affrontando settori particolarmente esposti come l’autotrasporto e le attività produttive ad alta intensità energetica. “Alcune categorie sono in seria difficoltà: pensiamo ai trasportatori o a chi lavora con macchinari che devono restare accesi. È evidente che in questo contesto diventa difficile pensare a nuovi investimenti”.

Pur riconoscendo gli sforzi del Governo per contenere i rincari, il presidente della CNA ha sottolineato che le misure adottate finora non bastano a compensare l’esplosione dei costi. “Il Governo ci sta mettendo tutta la buona volontà e apprezziamo gli interventi fatti, ma non basta”, ha affermato, ricordando come il prezzo del gasolio sia aumentato sensibilmente rispetto a un anno fa.

Costantini ha inoltre ribadito la necessità di affrontare il problema in maniera strutturale. “L’energia in Italia la paghiamo troppo da sempre, non solo da oggi”, ha osservato, indicando tra le priorità il sostegno all’autoproduzione energetica. “Bisogna andare avanti con l’autoproduzione, ma oggi per le imprese è ancora troppo complicato farla partire a causa di una burocrazia inconcepibile”. Per rendere più concreto l’impatto dei rincari, il presidente della CNA ha citato l’esempio di un piccolo panificio: tra bollette più elevate e maggiori costi per il carburante necessario alle consegne, l’aggravio può arrivare a 8mila euro l’anno. Un peso significativo per un sistema produttivo composto per il 97% da piccole imprese, che rischiano di pagare il prezzo più alto della nuova emergenza energetica. “Questi rincari energetici sono una tassa in più per le nostre imprese”, ha concluso Costantini, sottolineando i rischi per la competitività, la crescita e l’occupazione.

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