Caro energia: costi ancora elevati per le PMI del benessere. Le proposte CNA

Il caro energia continua a rappresentare una delle principali criticità per le piccole e medie imprese italiane, comprese quelle del settore benessere. Un tema particolarmente attuale alla luce delle tensioni geopolitiche internazionali e delle persistenti fragilità del sistema energetico europeo, che è stato al centro del webinar “Caro energia per le imprese del benessere“, appuntamento della serie “Lunedì del Benessere” tenutosi l’8 giugno con la partecipazione di Maria Rita Sofi, responsabile delle Politiche energetiche CNA.

L’incontro ha offerto un quadro aggiornato delle dinamiche che influenzano il costo dell’energia e delle conseguenze che queste producono sulle PMI, chiamate a confrontarsi con bollette molto elevate.

L’Italia si conferma tra i Paesi europei maggiormente esposti agli shock energetici. Il nostro sistema produttivo continua, infatti, a dipendere in larga misura dalle importazioni di gas dall’estero. Se nel 2022 il principale fornitore era la Russia, oggi gli approvvigionamenti provengono soprattutto dal Nord Africa e dalle Repubbliche caucasiche. Una diversificazione che ha ridotto alcuni rischi ma che non ha eliminato la vulnerabilità strutturale del sistema energetico nazionale.

I dati dell’Osservatorio Energia 2025 realizzato dall’Area Studi e Ricerche CNA evidenziano una situazione particolarmente penalizzante per le piccole imprese italiane.

Già prima della crisi energetica del 2022, le PMI italiane sostenevano costi dell’energia superiori rispetto ai principali partner europei. Tra il 2019 e il primo semestre del 2025 il prezzo medio dell’energia in Italia è risultato superiore del 28,3% rispetto alla Francia, del 30,9% rispetto alla Germania e del 56,3% rispetto alla Spagna.

Dopo l’impennata registrata tra il 2020 e il 2022, il costo medio dell’energia nel periodo 2020-2025 si è attestato su livelli circa doppi rispetto al quinquennio precedente. Nel 2025 una PMI italiana ha pagato l’energia quasi il 30% in più della media europea.

A incidere sul divario non è soltanto il costo della materia prima, ma anche la struttura della bolletta: oneri e tasse rappresentano infatti quasi la metà della spesa sostenuta dalle imprese.

Per imprese come centri estetici, saloni di acconciatura e altre attività del settore, caratterizzati da consumi energetici continui e indispensabili per l’erogazione dei servizi, tali aumenti incidono direttamente sulla sostenibilità economica dell’attività e sulla competitività.

Il webinar ha evidenziato, poi, che uno degli aspetti più critici è il meccanismo di formazione del prezzo dell’energia sul mercato elettrico.

Attualmente il sistema si basa sul cosiddetto “prezzo marginale“, secondo il quale il costo finale dell’energia viene determinato dalla fonte energetica con il costo di produzione più elevato, generalmente il gas. Questo modello finisce per non valorizzare adeguatamente l’energia prodotta da fonti rinnovabili, che presenta costi di generazione sensibilmente inferiori.

Una situazione che, secondo CNA, contribuisce a mantenere elevati i prezzi finali sostenuti dalle imprese. Per alleggerire il peso della bolletta sulle piccole e medie imprese, CNA avanza alcune proposte.

La prima riguarda il disaccoppiamento del prezzo dell’energia elettrica da quello del gas, misura ritenuta fondamentale per valorizzare maggiormente la produzione da fonti rinnovabili e consentire una riduzione dei costi per imprese e cittadini.

CNA propone inoltre una riforma strutturale della bolletta, attraverso la revisione degli oneri generali di sistema e il riequilibrio delle componenti regolatorie che oggi gravano in modo significativo sulle PMI.

Tra gli obiettivi prioritari figura anche il rafforzamento del percorso di decarbonizzazione previsto dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima, accompagnato da un deciso sostegno all’autoproduzione energetica e agli interventi di efficientamento.

Secondo CNA, infatti, l’efficienza energetica rappresenta la forma più immediata ed efficace di riduzione dei costi per le imprese.

L’obiettivo è favorire una diffusione sempre più ampia dell’autoproduzione attraverso impianti rinnovabili, trasformando progressivamente ogni punto di consumo in un punto di produzione energetica.

I dati confermano l’interesse crescente delle imprese verso questi strumenti. Circa la metà delle aziende coinvolte nelle rilevazioni CNA (“Non senza le PMI”, CNA- Fondazione Sviluppo Sostenibile) ha realizzato almeno un intervento di efficientamento energetico o installato impianti alimentati da fonti rinnovabili.

Tra le soluzioni più adottate figurano prevalentemente gli interventi a basso investimento. Sul fronte delle rinnovabili, il 29% delle imprese ha installato impianti fotovoltaici, il 23% pompe di calore e l’8% impianti solari termici.

Il risparmio economico rappresenta la principale motivazione che spinge le imprese a investire, seguito dalla crescente attenzione verso la sostenibilità ambientale, ma nonostante l’interesse dimostrato dalle imprese, restano numerose le difficoltà che frenano gli investimenti.

Tra gli ostacoli principali emergono l’eccessiva burocrazia, l’insufficienza degli strumenti di sostegno, le difficoltà di accesso al credito e la carenza di competenze specifiche per affrontare percorsi di efficientamento energetico.

Significativo il fatto che solo un quarto delle imprese che hanno effettuato investimenti abbia potuto beneficiare di incentivi o agevolazioni. La maggior parte degli interventi è stata infatti realizzata senza alcun supporto pubblico.

Per questo CNA propone l’introduzione di un credito d’imposta del 50% per le spese sostenute dalle PMI per l’installazione di impianti di autoproduzione da fonti energetiche rinnovabili fino a 200 kW. Una misura che dovrebbe avere una durata almeno triennale per garantire effetti concreti e favorire la programmazione degli investimenti.

Parallelamente, CNA ritiene fondamentale incentivare la realizzazione di audit energetici, strumenti indispensabili per analizzare i consumi aziendali, individuare le inefficienze e pianificare interventi mirati di miglioramento.

Sul tema energetico, dunque, CNA continua a svolgere un ruolo di supporto e accompagnamento per le imprese attraverso attività di analisi, informazione e assistenza, anche attraverso le convenzioni e le partnership strategiche come quella con Ali Energy Advisor, con cui è stata recentemente rinnovato l’accordo di collaborazione per l’approvvigionamento energetico delle imprese.

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